Due sonetti, di Carducci e di un poeta del posto :

 

 

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A Madesimo

Nitido il cielo come in adamante
d'un lume del di lą trasfuso fosse,
scintillan le nevate alpi in sembiante
d'anime umane da l'amore percosse.

Sale da i casolari il fumo ondante
bianco e turchino fra le piante mosse
da lieve aura: il Madesimo cascante
passa tra gli smeraldi. In veste rosse

traggono le alpigiane, Abbondio santo,
a la tua festa: ed č mite e giocando
di lor, del fiume e de gli abeti il canto

laggił che ride de la valle in fondo?
Pace, mio cuor; pace, mio cuore. Oh tanto
breve la vita ed č si bello il mondo!


                                      

                       G. Carducci

 

 

L'Osteria Veggia


Ona casetta bassa, foeura de man, 
fada sł in del Mille settecent ottantun,
massissa, ben pientada e d'on sol pian,
che a fabbricarla incoeu cert g'he pł nissun.

On bel passagg, ona sala, ona cusina,
finester putost piccol, cont doppi veder
comoditą de scala per cą e per cantina,
e on tavol de nos ch'el tra on po el negher.

In fond de sto tavol, propri de facciada,
Giosuč Carducci in fotografia,
cont ona dedica sotta incornisada

Ecco el post el gran poeta, per vint'ann,
le vegnł a passą di or in compagnia,
di gent del loeug ciappandes fioretton de gran
                                    

                      Peppino Penati

 

 

 

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